Fidejussione bancaria per gli affitti – Definizione e funzionamento

Anche se solo ultimamente si parla tanto di fidejussioni, tale negozio giuridico è stato introdotto dal diritto romano e in modo accademico possiamo definirlo come: garanzia personale sintetizzabile in una promessa assunta da un soggetto, chiamato fidejussore, il quale garantisce un’obbligazione altrui, obbligandosi personalmente nei confronti del creditore del rapporto obbligatorio.

Traslando questo concetto al motivo di questo articolo, possiamo applicarlo alle banche, alle garanzie e agli affitti dicendo che:  la fideiussione bancaria per affitto è uno strumento finanziario efficace in tutte le procedure contrattuali nelle quali sia necessario proteggere sia il proprietario dell’immobile, che l’inquilino, liberato dall’obbligo di immobilizzare il proprio denaro versandolo come caparra ed anticipo di mensilità.

Si tratta quindi di una garanzia aggiuntiva alla solvibilità dell’inquilino che interviene laddove quest’ultimo si trovi in uno stato di morosità; una volta liquidato l’importo dovuto al proprietario, la banca farà tutto il possibile per recuperare i soldi anticipati al proprietario di casa rivalendosi sull’inquilino. È giusto che l’inquilino sappia che non sta firmando un contratto che si sostituisce a lui nel caso in cui non voglia più pagare l’affitto, ma semplicemente un’ulteriore garanzia di solvibilità sulla sua persona, affinché il proprietario non abbia remore nel concedergli il proprio appartamento attraverso un contratto di locazione.

La fideiussione per affitto non è altro che un contratto sottoscritto da un garante (una banca, un’agenzia assicurativa o una terza persona in veste privata, purchè accettatta dal proprietario) il quale si impegna a rimborsare gli eventuali ammanchi (spese condominiali, riparazioni, etc.) o le insolvenze dell’inquilino fino alla scadenza del contratto di locazione. La fideiussione bancaria avviene quindi tra il garante e il padrone di casa, il quale è tenuto a rivolgersi al fideiussore solo in caso di una reale insolvenza dell’inquilino e non oltre la scadenza del contratto. Contrariamente al contratto di locazione, che può essere rinnovato tacitamente allo scadere dei primi 4 anni, la fideiussione decade automaticamente e va rinnovata con la sottoscrizione di un nuovo contratto. Al termine del contratto d’affitto, il fideiussore (cioè la banca, l’assicurazione o la terza persona incaricata) non avranno nessun vincolo fiscale e legale nè nei confronti del padrone di casa, nè in quelli dell’inquilino.

Inoltre richiedendo la fidejussione al conduttore (inquilino) come condizione per firmare il contratto si individuano facilmente le persone deboli economicamente (perché la banca che fa i suoi controlli non concede la fidejussione) e con le quali occorre fare attenzione prima di stipulare un contratto di affitto in quanto a rischio insolvenza.

Attenzione però, non tutte le fidejussioni sono uguali. Occorre controllare per quanti anni essa sia valida (normalmente un anno). Se vi sia la presenza di un importo massimo, fuori dal quale la banca non copre. Se sono indicati, a prescindere dall’ importo, il numero massimo di mesi che la garanzia copre. Per ultimo, ma forse più importante, la “fideiussione con escussione a prima richiesta” la quale obbliga la banca al pagamento dei canoni prima ancora (e a prescindere) della richiesta al conduttore stesso; ciò significa che se manca questa clausola nella fideiussione, non potremmo chiedere il pagamento alla banca se prima non abbiamo agito nei confronti del conduttore, col rischio di vedere i nostri soldi molto, ma molto tempo dopo.

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