Progetto Cina – The China Study

I contenuti di questo articolo sono presi da wikipedia, ma intendo condividerli perchè di sicuro interesse per tutti:
Per prima cosa occorre spiegare il titolo: la Cina ha rappresentato un’occasione unica per studiare le connessioni dell’alimentazione e dello stile di vita con malattie e mortalità.
Il consumo di carne nella dieta della popolazione rurale cinese era, a differenza di oggi, molto ridotto, limitato per lo più a maiale e pollo solo occasionalmente; la popolazione cinese è abbastanza stabile, la maggior parte delle persone passa tutta la vita nella stessa zona alimentandosi con prodotti locali; inoltre l’alimentazione varia considerevolmente da regione a regione, per esempio gli abitanti della sponda nord del fiume Yangtze mangiano pane cotto al vapore e patate dolci, mentre gli abitanti della sponda sud basano la propria dieta sul riso. Gli archivi su malattia e mortalità del governo cinese, con raccolti dati su 800 milioni di persone residenti in circa 2400 paesi, hanno dimostrato che i tassi di mortalità per la stessa malattia potevano variare anche di centinaia di volte da regione a regione.
La disponibilità di questi dati affidabili e la presenza di una popolazione stabile con caratteristiche alimentari molto diverse (dalle vaste aree tipicamente rurali alle regioni industrializzate di Nanchino, Pechino e Shanghai) ha reso la Cina un laboratorio vivente ideale per studiare l’impatto di diversi tipi di alimentazione su malattia e mortalità.

I ricercatori del progetto hanno definito polmonite, tubercolosi, malattie infettive, parassitosi, eclampsia, cancro dello stomaco e del fegato come Malattie della povertà, mentre malattia coronarica, ictus e ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi sono state definite Malattie dell’abbondanza. Queste ultime sono le principali responsabili di morti premature nei paesi occidentali, mentre lo studio ha rilevato che in Cina avevano bassa incidenza, confermando la relazione tra questa classe di patologie e l’assunzione di cibi animali (grassi e proteine in primis), a sua volta collegata al livello di sviluppo economico. Le malattie dell’abbondanza risultarono infatti essere più diffuse tra la popolazione cinese benestante residente nei pressi delle grandi città come Nanchino, Pechino e Shanghai, che seguiva una dieta ricca di cibi animali e povera di cibi vegetali. L’assunzione di anche solo piccole quantità di prodotti animali risultò in grado di aumentare significativamente i rischi di malattia coronarica, cancro e diabete, mentre è stato osservato che maggiore era la percentuale di prodotti vegetali assunti, minore era il rischio di essere soggetti alle stesse malattie.
L’evidenza scientifica emersa dal Progetto Cina suggerisce che la concezione occidentale di dieta sia da rivedere radicalmente, e che un’alimentazione basata sui vegetali, come la dieta tradizionale cinese, può offrire molti vantaggi per la salute: i dati emersi dallo studio hanno infatti evidenziato come la dieta della maggior parte dei cinesi che vivevano in zone rurali comprendeva solo 4 grammi di proteine animali al giorno, contro i 71 grammi della dieta occidentale. Il Progetto Cina permette anche di comprendere come l’influenza dell’alimentazione occidentale potrà incidere sulla salute della popolazione cinese[8]. Al termine dello studio, il dottor T. Colin Campbell, responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, e i suoi colleghi cinesi, hanno avvisato i responsabili delle politiche della Cina e la Banca Mondiale di non incoraggiare la crescita dell’industria del bestiame.

In The China Study sono analizzati diverse tipologie di cancro, malattie che riguardano le ossa, i reni, il cervello, l’obesità, per citarne alcune. Tutte le analisi sono corredate da grafici, tabelle e diagrammi per comprenderle al meglio. Viene analizzato anche l’incidenza dell’alimentazione nella formazione di patologie degenerative (tumori, diabete, malattie cardiovascolari ecc.) e in particolare delle proteine di origine animale.

Basandosi sui risultati di un progetto svolto dall’autore nella Cina rurale, ma andando ben oltre queste constatazioni, The China Study spiega nel dettaglio la correlazione tra alimentazione e malattie. The China Study denuncia anche la disinformazione alimentare prodotta da potenti lobby, enti governativi e scienziati. Si tratta dello studio più completo e affidabile sul rapporto tra la dieta e il rischio di sviluppare malattie.

Per chi volesse saperne di più:

  

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