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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Questo articolo è prettamente "di servizio" ma, voglio condividerlo perchè può essere utile a tutti. Riporto i codici per leggere la carta di circolazione:
(A) numero di immatricolazione (B) data della prima immatricolazione del veicolo (C) dati nominativi (D) veicolo: (D.1) marca (D.2) tipo - variante (se disponibile) - versione (se disponibile) (D.3) denominazione/i commerciale/i (E) numero di identificazione del veicolo (F) massa: (F.1) massa massima a carico tecnicamente ammissibile, ad eccezione dei motocicli (KG) (F.2) massa massima a carico ammissibile del veicolo in servizio nello Stato membro di immatricolazione (KG) (F.3) massa massima a carico ammissibile dell'insieme in servizio nello Stato membro di immatricolazione (KG) (G) massa del veicolo in servizio carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1 (H) durata di validità, se non è illimitata (I) data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione (J) categoria del veicolo (J.1) destinazione ed uso (j.2) carrozzeria (K) numero di omologazione del tipo (se disponibile) (L) numero di assi (M) interasse(mm) (N) per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg, ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile: (N.1) asse 1 (kg) (N.2) asse 2 (kg), se del caso (N.3) asse 3 (kg), se del caso (N.4) asse 4 (kg), se del caso (N.5) asse 5 (kg), se del caso (O) massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile: (O.1) rimorchio frenato (kg) (O.2) rimorchio non frenato (kg) (P) motore: (P.1) cilindrata (cm3) (P.2) potenza netta massima (kw) (se disponibile) (P.3) tipo di combustibile o di alimentazione (P.4) regime nominale (giri/[minus ] 1) (P.5) numero di identificazione del motore (R) colore del veicolo (T) velocità massima (km/h)
Un tempo c’erano rischi di incendi, furti e allagamenti a mettere a rischio i grandi archivi cartacei, ad esempio quelli delle biblioteche o delle pubbliche amministrazioni. Un patrimonio di dati che, fino ad un decennio fa, erano conservati utilizzando la carta.
Oggi, nel pieno dell’era digitale, le moderne tecnologie informatiche stanno rivoluzionando anche i sistemi di archiviazione dei dati. Molti dati ormai viaggiano su supporti digitali, raggiungendo un duplice vantaggio:
- rispetto dell’ambiente con riduzione del numero di pagine
- riduzione degli ingombri.
E’ quindi in atto un progressivo passaggio dall’archivio cartaceo a quello digitale. I grandi enti si sono confrontati certamente con le problematiche connesse alla conservazione di dati che oggi di fatto tendono alla smaterializzazione.
Se lo sono chiesti sicuramente i responsabili della grande Biblioteca Vaticana che si è recentemente impegnata a spendere 50 milioni di euro in 10 anni per digitalizzare circa 80 mila manoscritti e garantire la conservazione permanente dei dati.
Se da un lato l’informatica consente di preservare i dati da danni irreversibili, come quelli che possono derivare da un incendio, grazie a sistemi di back up che copiano i dati in macchine geograficamente distanti tra loro, dall’altro aprono nuove problematiche.
Esiste ad esempio un nuovo pericolo per gli archivi digitali, quello dell’obsolescenza informatica. Pensiamo a quando, ad esempio, si utilizzavano i floppy disk per conservare i dati. Ad un certo punto questi supporti sono stati soppiantati da cd prima e dvd a seguire. Sistemi di archiviazione dei dati che sono stati preferiti per la mole decisamente più elevata che erano in grado di ospitare.
La conseguenza è che, ad esempio, dati presenti su un floppy dimenticato in un cassetto non sono più stati recuperati semplicemente perché i nostri computer oggi non sono più dotati di lettori per floppy disk.
Si comprende quanto la conservazione permanente dei dati, sia prioritaria. E lo diventa ancor di più quando la smaterializzazione coinvolge documenti che devono poter essere consultati a lungo, ad esempio per 100 anni.
E’ il caso ad esempio degli atti notarili: “finora abbiamo conservato una copia cartacea degli atti digitali. Il passaggio ad un futuro paperless sia ancora lontano, ma ci stiamo preparando all’atto pubblico digitale, mettendo a punto un sistema di conservazione permanente per mantenere accessibili i nostri documenti per almeno 100 anni” dichiarano gli addetti ai lavori.
In particolare i notai, in partnership con l’ateneo Federico II di Napoli, stanno optando per un sistema di preservazione basato su open source. La stessa soluzione adottata anche dal Vaticano che vi è approdato dopo un esperimento mal riuscito compiuto una decina d’anni fa insieme all’IBM.
“L’utilizzo di formati proprietari – secondo Luciano Ammenti responsabile coordinamento dei Serviai Informatici della Biblioteca Vaticana – non garantisce contro il futuro: alcuni prodotti tecnologici commerciali hanno un ciclo di vita di appena 5 anni. E l’impiego di formati chiusi potrebbe raggiungere costi inimmaginabili”.
Del resto i processi di digitalizzazione sono costosi e il pagamento di licenze diventerebbe andrebbe a gravare ulteriormente sul committente.
La digitalizzazione è un processo forse irreversibile che può diventare un’opportunità anche per le imprese che la realizzano e che sapranno offrire sistemi in grado di andare incontro alle esigenze dei clienti e offrire solide garanzie di conservazione nel tempo.
Per ulteriori informazioni: ammenti@vatlib.it
Per chi ha avuto modo di effettuare un bonifico bancario (wire transfer) negli USA avrà sicuramente incontrato qualchè difficoltà nell'identificazione di alcuni elementi del bonifico. Ovviamente le stesse regole valgono per chi deve ricevere un bonifico dagli USA. Cerchiamo di fare chiarezza:
- ABA routing number è anche chiamato RTN (routing transit number) ed è un numero di 9 cifre che serve ad identificare l'istituto bancario o l'istituzione finanziaria. Il numero RTN deriva dal bank transit number creato dall'American Bankers Association (per questo motivo è chiamato ABA).
- tale numero è diverso dal numero di conto (bank account) che di solito inizia con #
Di solito per effettuare bonifici dall'estero verso gli USA ci sono delle commissioni (fee).
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